Caro lettore,
tra circa una settimana (appena dopo Pasqua) comincerà un nuovo corso di Mindfulness con approccio gestaltico, seguendo le indicazioni del protocollo di Kabat-Zinn.
Giorno scelto il GIOVEDI DALLE 20 ALLE 22.
Per maggiori info contattare il 3407998509 o inviare una email a e.vlacos@gmail.com
Per chi volesse leggere qualcosa sul tema, vi consiglio "Vivere momento per momento" di Kabat-Zinn oppure scaricare il seguente articolo scientifico di Franco Fabbro:
"La mindfulness: un'educazione alla consapevolezza"
SPERIMENTA UNA NUOVA PRIMAVERA
martedì 24 marzo 2015
martedì 3 marzo 2015
MINDFULNESS A PAVIA
Una domenica mattina di pratica sulla meditazione di Mindfulness, per comprendere insieme di cosa si tratta e per sperimentarne gli effetti positivi sulla propria salute psicofisica.
L'approccio utilizzato è quello del medico statunitense Kabat-Zinn.
Per l’incontro è previsto un contributo di 15 euro a persona.
DOMENICA 22 MARZO ORE 10-12
PRESSO SPAZIO YOGA
VIA SILVIO CAPPELLA 14
PAVIA
Si suggerisce di prenotare entro sabato 21 mattina il proprio posto via mail (e.vlacos@gmail.com) o via sms (tel. 3407998509), si accoglieranno al massimo 20 persone.
Dott.ssa Elena Vlacos
Psicologa Clinica e Specializzanda in Psicoterapia della Gestalt
domenica 16 novembre 2014
martedì 28 ottobre 2014
TRA LE TESTIMONIANZE.. CHI SCRIVE DICE..
Con la gratitudine che oggi sento nel cuore , con lo stupore
e l’incredulita’ di questa giornata ,
vorrei raccontare la mia esperienza con
la mindfullness a seguito del corso
frequentato con la Dr.ssa Vlacos nello scorso mese di maggio .
Mi aveva da sempre affascinata la meditazione vipassana e ne intuivo le profonde e benefiche
potenzialita’, ma le esperienze fatte
con insegnanti di meditazione ,per quanto ispirate mancavano tutte di un requisito fondamentale
: l’aspetto terapeutico della meditazione . Seguire un corso di
mindfulness con un’insegnante che svolge
la professione di psicoterapeuta ad
orientamente gestaltico e’ stata una
delle esperienze terapeutiche piu importanti della mia vita e confesso di
averne collezionate tante ,inclusi i 7 anni
psicoanalisi freudiana .
Quando ho iniziato il corso di mindfullness , ero ad un passo dalla volonta’ di
ricominciare a prendere gli antidepressivi :
avviluppata nel malessere fino alle radici , naufragavo
nei vortici depressivi senza
speranza di risalita , la mia
vita continuava instancabilmente a
ripropormi le stesse invalicabili prove
ed io , come un criceto sulla sua ruotina , continuavo a girare meccanicamente ,sempre intorno allo stesso punto con ferma disperazione … senza percepire vie d’uscita.
Dopo tre mesi e mezzo di pratica costante e quotidiana la percezione delle cose e’ molto cambiata
. La mia qualita’ di vita ha conquistato
spazio e respiro , le possibilita’ intorno a me e dentro di me si sono ampliate
e qualcosa di “magico” ha permesso che
oggi avvenisse un miracolo profondo che
ho atteso da moltissimi anni piu per fede che per convinzione
razionale . Per la prima volta nella mia vita da quando
sono iscritta all ‘universita’, mi sono sentita un essere umano e non un
condannato a morte che deve scampare alla ghigliottina con la fuga . Ne ho fatte di
psicoterapie per risolvere questo problema , antico, invalidante . Le ho
provate tutte ,senza mai toccare con mano un risultato
soddisfacente .
Oggi per la prima volta , ho provato l’ebbrezza di uno stato
d’ansia normale , gestibile, umano .. e
mi sono commossa . L’esame non e’ stato
brillante perche’, dovendo conciliare studio e lavoro, avevo studiato obbiettivamente poco , ma l ho
superato e la cosa piu preziosa per me
e’ stata non essere fagocitata da conflitti e sofferenze sovrumane per un semplice stupido esame : essere
semplicemente presente cosi’com ero senza maltrattarmi . Questo
per me e’ stato un miracolo.
Grazie alla Mindfullness
e soprattutto alla mia insegnante
,la Dr.ssa Vlacos che e’anche una straordinaria psicoterapeuta.
G.
venerdì 26 settembre 2014
SEMINARIO ESPERIENZIALE DI MINDFULNESS
Serata aperta sulla Mindfulness per
comprendere insieme di cosa si tratta e per sperimentarne gli effetti positivi
sulla propria salute psicofisica.
L'approccio utilizzato è quello del
medico statunitense Kabat-Zinn.
L'incontro è aperto a chiunque voglia
partecipare, all'interno dell'Open Week organizzato dal Centro Yoga Oltrecielo,
in via Acquanegra 3 Pavia (Borgo Ticino).
LUNEDI 29 SETTEMBRE ORE
21.00 - 22.30
Si suggerisce di prenotare entro il 25
settembre il proprio posto via mail (e.vlacos@gmail.com) o via sms (tel.
3407998509), si accoglieranno al massimo 20 persone.
Dott.ssa Elena Vlacos
Psicologa Clinica e Specializzanda in
Psicoterapia della Gestalt
domenica 29 giugno 2014
IL SUONO DI UNA SOLA MANO....da "101 storie Zen".
IL SUONO DI UNA SOLA MANO
Il maestro del tempio Kennin era Mokurai, Tuono Silenzioso. Aveva un piccolo protetto, un certo Toyo, un ragazzo appena dodicenne. Toyo vedeva che i discepoli più grandi andavano ogni mattina e ogni sera nella stanza del maestro per essere istruiti nel Sanzen o per avere privatamente qualche consiglio, e che il maestro dava loro dei koan per fermare le divagazioni della mente.
Anche Toyo voleva fare il Sanzen.
«Aspetta un poco» disse Mokurai. «Sei troppo giovane».
Ma il piccolo insisteva, e l'insegnante finì con l'acconsentire.
Quella sera, all'ora giusta, il piccolo Toyo si presentò alla porta della stanza Sanzen di Mokurai. Batté il gong per annunciarsi, fece tre rispettosi inchini prima di entrare, poi andò a sedersi in riguardoso silenzio davanti al maestro.
«Tu puoi sentire il suono di due mani quando battono l'una contro l'altra» disse Mokurai. «Ora mostrami il suono di una sola mano».
Toyo fece un inchino e se ne andò nella sua stanza per riflettere su questo problema.
Dalla sua finestra poteva sentire la musica delle geishe.
«Ah, ho capito!» proruppe.
La sera dopo, quando il suo insegnante gli chiese di illustrargli il suono di una sola mano, Toyo cominciò a suonare la musica delle geishe.
«No, no» disse Mokurai. «Questo non serve. Questo non è il suono di una sola mano. Non hai capito niente».
Temendo che quella musica potesse disturbarlo, Toyo si trasferì in un luogo tranquillo.
Riprese a meditare. «Quale può essere il suono di una sola mano?». Per caso sentì gocciolare dell'acqua. «Stavolta ci sono» si figurò Toyo.
Quando tornò davanti al suo insegnante, Toyo imitò il gocciolare dell'acqua.
«Che cos'è?» disse Mokurai. «Questo è il suono dell'acqua che gocciola, non il suono di una sola mano. Prova ancora».
Invano Toyo meditava per sentire il suono di una sola mano. Sentì il respiro del vento.
Ma quel suono venne respinto.
Sentì il grido di un gufo. Anche questo venne rifiutato.
Nemmeno le locuste erano il suono di una sola mano.
Più di dieci volte Toyo andò da Mokurai con suoni diversi. Erano tutti sbagliati. Per quasi un anno si domandò quale potesse essere il suono di una sola mano.
Finalmente il piccolo Toyo entrò nella vera meditazione e superò tutti i suoni. «Non potevo mettere insieme nient'altro,» spiegò più tardi «così ho raggiunto il suono senza suono».
Toyo aveva realizzato il suono di una sola mano.
Il maestro del tempio Kennin era Mokurai, Tuono Silenzioso. Aveva un piccolo protetto, un certo Toyo, un ragazzo appena dodicenne. Toyo vedeva che i discepoli più grandi andavano ogni mattina e ogni sera nella stanza del maestro per essere istruiti nel Sanzen o per avere privatamente qualche consiglio, e che il maestro dava loro dei koan per fermare le divagazioni della mente.
Anche Toyo voleva fare il Sanzen.
«Aspetta un poco» disse Mokurai. «Sei troppo giovane».
Ma il piccolo insisteva, e l'insegnante finì con l'acconsentire.
Quella sera, all'ora giusta, il piccolo Toyo si presentò alla porta della stanza Sanzen di Mokurai. Batté il gong per annunciarsi, fece tre rispettosi inchini prima di entrare, poi andò a sedersi in riguardoso silenzio davanti al maestro.
«Tu puoi sentire il suono di due mani quando battono l'una contro l'altra» disse Mokurai. «Ora mostrami il suono di una sola mano».
Toyo fece un inchino e se ne andò nella sua stanza per riflettere su questo problema.
Dalla sua finestra poteva sentire la musica delle geishe.
«Ah, ho capito!» proruppe.
La sera dopo, quando il suo insegnante gli chiese di illustrargli il suono di una sola mano, Toyo cominciò a suonare la musica delle geishe.
«No, no» disse Mokurai. «Questo non serve. Questo non è il suono di una sola mano. Non hai capito niente».
Temendo che quella musica potesse disturbarlo, Toyo si trasferì in un luogo tranquillo.
Riprese a meditare. «Quale può essere il suono di una sola mano?». Per caso sentì gocciolare dell'acqua. «Stavolta ci sono» si figurò Toyo.
Quando tornò davanti al suo insegnante, Toyo imitò il gocciolare dell'acqua.
«Che cos'è?» disse Mokurai. «Questo è il suono dell'acqua che gocciola, non il suono di una sola mano. Prova ancora».
Invano Toyo meditava per sentire il suono di una sola mano. Sentì il respiro del vento.
Ma quel suono venne respinto.
Sentì il grido di un gufo. Anche questo venne rifiutato.
Nemmeno le locuste erano il suono di una sola mano.
Più di dieci volte Toyo andò da Mokurai con suoni diversi. Erano tutti sbagliati. Per quasi un anno si domandò quale potesse essere il suono di una sola mano.
Finalmente il piccolo Toyo entrò nella vera meditazione e superò tutti i suoni. «Non potevo mettere insieme nient'altro,» spiegò più tardi «così ho raggiunto il suono senza suono».
Toyo aveva realizzato il suono di una sola mano.
sabato 3 maggio 2014
UN BLOG SULLA MINDFULNESS?
Ho deciso di iniziare a scrivere su questo percorso interiore personale e interpersonale.
Medito da 11 anni attraverso meditazioni buddiste, yoga, thai chi... come psicoterapeuta avevo la necessità di trovare un cammino più completo: la Mindfulness di Kabat Zinn ha fatto al caso mio, perchè concilia pratiche da sdraiati, da seduti (sul corpo, sul respiro) e pratiche in movimento.
Sono alla fine dell'ultimo anno di psicoterapia della Gestalt, e dopo quasi 4 lunghi anni di sacrifici, vedo la fine che voglio coronare con la tesi di specialità sull'importanza della meditazione in psicoterapia, facendo tesoro anche dell'esperienza che vivo ogni giorno come praticante, con i miei gruppi di mindfulness (che conduco oltre alla mia pratica clinica consueta), e con il progetto pilota di cui sono responsabile presso l'Istituto Mondino di Pavia, dove seguo un piccolo gruppo di bambini ADHD con pratiche di mindfulness, adattate ai piccini.
Curare questo blog, mi aiuterà ad ordinare le idee per cominciare la stesura della mia tesi, e darà la possibilità, a chi desidera, di avvicinarsi al mondo della meditazione come modalità terapeutica.
Sarebbe molto bello poter ricevere dei feedback da chi legge, che siano curiosi e costruttivi, per darci nuovi spunti di riflessione.
Grazie per la lettura :)
Medito da 11 anni attraverso meditazioni buddiste, yoga, thai chi... come psicoterapeuta avevo la necessità di trovare un cammino più completo: la Mindfulness di Kabat Zinn ha fatto al caso mio, perchè concilia pratiche da sdraiati, da seduti (sul corpo, sul respiro) e pratiche in movimento.
Sono alla fine dell'ultimo anno di psicoterapia della Gestalt, e dopo quasi 4 lunghi anni di sacrifici, vedo la fine che voglio coronare con la tesi di specialità sull'importanza della meditazione in psicoterapia, facendo tesoro anche dell'esperienza che vivo ogni giorno come praticante, con i miei gruppi di mindfulness (che conduco oltre alla mia pratica clinica consueta), e con il progetto pilota di cui sono responsabile presso l'Istituto Mondino di Pavia, dove seguo un piccolo gruppo di bambini ADHD con pratiche di mindfulness, adattate ai piccini.
Curare questo blog, mi aiuterà ad ordinare le idee per cominciare la stesura della mia tesi, e darà la possibilità, a chi desidera, di avvicinarsi al mondo della meditazione come modalità terapeutica.
Sarebbe molto bello poter ricevere dei feedback da chi legge, che siano curiosi e costruttivi, per darci nuovi spunti di riflessione.
Grazie per la lettura :)
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